martedì 10 gennaio 2012

Lingua degli Indiani d'America .. per saperne un po'



 

PRIMA LEZIONE
(WOUNSPE TOKAHE)


Introduzione al Sistema dell'Alfabeto Lakota

Il sistema dell'alfabeto Lakota utilizza l'alfabeto inglese, escludendo le lettere d, f, q, r, v ed x. Alcuni suoni Lakota non si trovano nella lingua inglese e questo complica il processo di scrittura Lakota utilizzando l'alfabeto romano/inglese.

Vocali base Lakota

a e i o u

Vocali nasali Lakota

an in un

Consonanti

b c g h j k l m n p s t w y
z

Due ulteriori suoni sono stati introdotti nel linguaggio di conversazione: ea, presente ad esempio in Pilamayea (abbreviazione di Pilamayaye “Grazie”) e au, usato ad esempio in Lilauste (abbreviazione di Lila Waste “Molto bene”). I suoni ea ed au non fanno parte dell'alfabeto, ma sono stati aggiunti in seguito, divenendo parte del gergo locale.

Vocali base Lakota

Nel 1982 il Consiglio per la preservazione della lingua Lakota dichiara che il sistema alfabetico Lakota utilizza 8 suoni per le vocali: 5 vocali Lakota base e 3 vocali Lakota nasali.
Ogni vocale base (a, e, i, o, u) è uno specifico suono separato.

Guida alla pronuncia
Tutte e 5 le vocali base si pronunciano come le nostre vocali in italiano.
Quando una vocale è posta all'inizio di una parola, il suono è articolato molto chiaramente.

Esempi: o-le u-wa

Quando due o più vocali si trovano una di seguito all'altra, ogni vocale si pronuncia separatamente. Le parole Lakota hanno tante sillabe quante sono le vocali in esse contenute.

Esempi: o-i-le 3 vocali = 3 sillabe
o-i-a-li 4 vocali = 4 sillabe



Saluti Lakota

Non ci sono parole in Lakota per dire “Ciao” o “Buon giorno”. Questi sono saluti usati nel linguaggio italiano/inglese, ma che non esistono in Lakota.
Comunque, i traduttori inglesi oggi cercano di tradurre queste espressioni adattandole al Lakota. Per esempio, hanno creato la frase “Hihanni waste”, letteralmente “Qualcosa è andato bene stamattina”, per sostituire “Buon giorno”. Questa frase anglicizzata segue la struttura delle frasi Lakota, ma il significato è leggermente differente dall'espressione italiana “Buon giorno”. In Lakota non è uso comune entrare in una riunione di persone e dire “Buon giorno”. Un madrelingua Lakota saluterà le persone con termini che indicano specifiche parentele.
Nel modo di salutare Lakota, è appropriato per l'uomo salutare per primo quando si rivolge al sesso opposto. Gli uomini diranno “Hau”, seguito dal termine appropriato di parentela. “Hau” viene anche utilizzato per rispondere ad un saluto e per mostrare accordo con chi sta parlando. E' un'espressione maschile di saluto.
Le donne non usano “Hau”. Una donna risponde ad un saluto precedendo il termine adeguato di parentela con “Han”. Nei casi in cui una donna voglia salutare per prima un uomo, userà soltanto il termine di parentela, senza farlo precedere da “Han”. Se una donna saluta un'altra donna, allo stesso modo userà soltanto il termine di parentela verso quella donna.
E' facile confondere queste distinzioni tra i modi di salutare maschili e femminili. In tempi recenti, molti visitatori sono venuti nelle riserve ed hanno cercato di usare questi saluti senza impararne l'uso appropriato dai madrelingua locali.
Una volta, durante una cerimonia inipi (cerimonia di purificazione), una donna stava visitando la capanna sudatoria. Ogni volta che l'uomo di medicina pregava o faceva un commento, lei rispondeva ad alta voce “Hau, hau”, invece di dire “To!” oppure “Haye!”, come le altre donne. Continuando con le sue preghiere, l'uomo di medicina espresse un messaggio dagli spiriti e questa donna rispondeva ad alta voce dicendo “Hokahe”, un espressione maschile che significa “Andiamo. E' ora di iniziare”. L'uomo di medicina non potè trattenersi ancora a lungo. Iniziò a ridere e dimenticò persino di trasmettere il resto del messaggio.
Facendo pratica con la filosofia inerente a questo tipo di linguaggio, tu saluterai le altre persone con un termine di parentela. Siccome i termini relativi ai cugini sono i più comunemente usati, inizieremo con quelli. Così come l'uomo ha un diverso genere contraddistinto dalla finale delle frasi, domande e comandi, egli utilizza anche termini specifici relativamente a parenti femminili o maschili, che si differenziano dai termini usati dalle donne. Allo stesso modo, la donna ha dei termini suoi per indicare le relazioni di parentela.
Anche se per noi sembra strano, lei o lui viene salutato come un parente. Secondo la mentalità Lakota, questa filosofia è estesa oltre la famiglia, anche agli estranei. Se vi è incertezza sull'età, vengono usati i termini relativi ai cugini:

Termini maschili per esprimere cugino o cugina
Tanhansi verso un altro maschio
Hankasi verso una femmina

Termini femminili per esprimere cugino o cugina
Sic'esi verso un maschio
Cepansi verso un'altra femmina
Comunque, questa distinzione diventa difficile quando l'estraneo alla porta è di bell'aspetto, una situazione in cui la filosofia Lakota viene provocata dal desiderio umano. Nel riconoscere qualcuno come un parente, i desideri ed i bisogni personali vengono messi da parte e viene praticato l'autocontrollo per rispettare ed onorare il concetto di mitakuye oyas'in, “tutti miei parenti”.


Termini per esprimere “cugini”

Gli Anziani ci insegnano a vedere i nostri tanhansi, hankasi, sic'esi e cepansi tanto importanti quanto i nostri propri fratelli e sorelle di sangue. In italiano questi termini vengono tradotti come “cugini”, una traduzione che io contesto. Il termine italiano “cugino” implica una distanza che separa la famiglia estesa dalla famiglia ristretta, una distinzione che non viene fatta in Lakota. Questa distanza viene maggiormente incrementata dalle attribuzioni italiane di cugino di primo, secondo, terzo grado e così via. In Lakota, una volta che una persona viene riconosciuta all'interno di una tiospaye (famiglia allargata unita) il vincolo è stato stabilito.
A seguito di queste credenze, risulta difficile tradurre i nostri termini di parentela in italiano. Tanhansi, hankasi, sic'esi e cepansi rappresentano il vincolo che si sente nei termini italiani di “fratello” e “sorella”, anche se sono leggermente diversi dai termini Lakota che vengono tradotti per indicare “fratello” e “sorella”. Limitato dalla lingua italiana, userò il termine “cugino”, ma sempre messo tra virgolette, per ricordare al lettore la limitazione della traduzione.
Inoltre, noi non distinguiamo i parenti allo stesso modo in cui si fa in italiano. Io mi rivolgo ad alcuni dei miei “cugini” con i termini Lakota che si traducono in fratello e sorella, e ad altri miei “cugini” con i termini tanhansi o hankasi. Ciò dipende dal tipo di relazione che ho con quella persona.
Oggi, le traduzioni dei nostri termini di parentela, basate sul concetto di famiglia ristretta, hanno un impatto negativo sulla nostra struttura sociale, che è la tiospaye unita. Noi, che parliamo in Lakota, abbiamo bisogno di imparare e capire il significato Lakota di questi termini ed insegnare ai nostri figli le differenze. Questo deve essere fatto per tenere insieme la nostra tiospaye.

Esempi di saluti:

tanhansi “cugino” da maschio a maschio
hankasi “cugina” da maschio a femmina
sic'esi “cugino” da femmina a maschio
cepansi “cugina” da femmina a femmina
kola “amico” da maschio a maschio
maske “amica” da femmina a femmina


Wicasa / Winyan

Wicasa e Winyan vengono spesso tradotti come “uomo” e “donna”, senza una completa spiegazione di questi due termini. Essi implicano una posizione d'onore. Winyan viene usato per indicare una donna che ha raggiunto una buona educazione, maturità e responsabilità. La stessa cosa vale per wicasa rivolto all'uomo. (Wica = maschio, sa = ornamento. Sa è l'abbreviazione di saic'iye, che significa vestirsi. In questo contesto, “sa” può essere tradotto come una realizzazione nelle aree di educazione, maturità e responsabilità). Un uomo non rimane per molto tempo hoksila (ragazzo) ed una donna non rimane per molto tempo wicincala (ragazza), quando essi esibiscono queste qualità. Questo significa anche che quando prendi una decisione, devi seguirla sino alla fine. Tradizionalmente, un giovane uomo o una giovane donna devono raggiungere questo status prima di sposarsi o prima di progettare di costruire una famiglia. Il risultato di quel matrimonio è di sola responsabilità di questi due individui. Loro non hanno nessuno da incolpare per i loro fallimenti, ma loro stessi, perchè loro sono WICASA e WINYAN.


Kola

Gli Anziani dicono che sei fortunato ad avere un kola durante la tua esistenza. Riconoscere un altro uomo come kola significa impegnarsi verso questa persona per il resto della propria vita. Essi dicono che se un kola viene colpito in battaglia, il suo kola deve andare e rischiare per lui. Questo è il suo lavoro perchè loro sono kola. L'impegno è così forte.
Gli impegni Kola e Maske (il termine usato dalle donne) valgono solo tra le due persone che ne sono coinvolte. I membri della famiglia e gli amici rispettano ed onorano questo impegno, ma non sono obbligati a diventare parte della relazione. In un sistema tiospaye a volte potrai sentire “Questo è il suo kola” o “Questa è la sua maske”. Questi termini permettono a due persone di condividere informazioni confidenziali e nessuno potrà indagare sui loro problemi personali. Un kola o una maske non rivelerà informazioni sulle altre persone, specialmente se ciò danneggia gli altri. Qui è di abitudine tenere un segreto. Ai giorni nostri, noi possiamo pensare di avere un amico e di potergli raccontare un segreto, ma ben presto tutta la comunità ne verrà a conoscenza. Questa persona non è un amico. Questa persona non è un kola.
Spesso due kolapi o due maskepi (in Lakota il plurale dei termini si crea aggiungendo “pi” alla fine della parola) sono molto simili. Essi condividono interessi comuni e pensano in modo simile. Per prendere in giro un cognato, un uomo potrebbe dire “Hau kola”. Il cognato risponderebbe “Hoh, non parlare così ad alta voce. Gli altri potrebbero pensare che sono come te!”.


Introduzione alle parole finali delle frasi a seconda del sesso di chi sta parlando

Nella filosofia Lakota, esperienza e conoscenza hanno uguale importanza ed insieme creano la saggezza. Una persona che possiede saggezza userà le terminazioni appropriate a seconda del genere in una frase. Le terminazioni a seconda del genere sono delle parole che vengono poste alla fine di una frase e che identificano il genere maschile o femminile di chi sta parlando. Negli esempi seguenti si può notare in che modo le frasi cambiano a seconda del tipo di frase e del sesso di chi parla.

Femmina Maschio

Affermazione singolare Affermazione singolare

Questo è buono. Questo è buono.

Waste ksto / Waste ye Waste yelo

(entrambi i termini ksto e ye
vengono usati al femminile, la
scelta dipende dalla tiospaye di
appartenenza)

Affermazione plurale Affermazione plurale

Loro sono buoni. Loro sono buoni.

Hena wastepi ksto / Hena wastepe Hena wastepelo

(Il plurale si forma aggiungendo “pi” (Si aggiunge “pi” + yelo =
al fondo della parola + ksto oppure pelo)
aggiungendo “pi” + ye = pe)

Domanda signolare Domanda singolare

Questo è buono? Questo è buono?

Waste he? Waste huwo?

Domanda plurale Domanda plurale

Loro sono buoni? Loro sono buoni?

Hena wastepi he? Hena wastepi huwo?





Femmina Maschio

Comando singolare Comando singolare

Sii buono! Sii buono!

Waste ye! Waste yo!

Comando plurale Comando plurale

Siate buoni! Siate buoni!

Wastepe! Wastepo!

Formazione del plurale in breve:

pi + yelo = pelo (Wastepi + yelo = Wastepelo)

pi + ye = pe (Wastepi + ye = Wastepe)

pi + yo = po (Wastepi + yo = Wastepo!)



FORME PARTICOLARI

Quando un verbo finisce con u, o oppure un, le terminazioni finali ye, yo e yelo diventeranno we, wo e welo.

Esempi:

Venire
u u + ye = U we! (Vieni!) ---- per la femmina
u + yo = U wo! (Vieni!) ---- per il maschio
u + yelo = U welo (Sta venendo) ----- per il maschio

Colpire un bersaglio
o o + ye = O we! (Colpisci il bersaglio!) ---- per la femmina
o + yo = O wo! (Colpisci il bersaglio!) ---- per il maschio
o + yelo = O welo (Sta colpendo il bersaglio) --- per il maschio

Fare qualcosa
ecun ecun + ye = Ecun we! (Fallo!) ---- per la femmina
ecun + yo = Ecun wo! (Fallo!) ---- per il maschio
ecun + yelo = Ecun welo (Lo sta facendo) ---- per il maschio


Nonostante le forme we, wo e welo siano più appropriate nelle frasi sopra descritte, alcuni usano ugualmente ye, yo e yelo.


Terminazioni finali delle frasi a seconda del sesso maschile o femminile

Nella nostra storia della Creazione sia la donna che l'uomo sono vitali per la Creazione. La filosofia insegna che la donna gioca un ruolo specifico, esattamente come l'uomo. La lingua ed in modo specifico l'utilizzo delle terminazioni finali delle frasi ci ricordano questa filosofia.
Sfortunatamente, nel 1881 il Congresso degli Stati Uniti alla richiesta dell'Ufficio per gli Affari Indiani , passò una legge che privava gli Indiani d'America dei nostri principali rituali e ci proibiva l'uso della nostra lingua nativa. Nel 1883, l'Atto Dawes o “Atto di spartizione”, separò le famiglie e portò via le terre, rinforzando il processo di acculturazione da parte delle missioni cristiane e delle istituzioni di educazione.
Questo processo legalizzato attaccò il ruolo dell'uomo condizionandoci ad agire in modo simile ad un cavallo da lavoro – ubbidire senza fare domande. Gli uomini che non avevano contatti con modelli di ruolo maschile, iniziarono ad usare il modo di parlare femminile. Non conoscendo le differenze, essi realizzarono che il linguaggio femminile era la norma. Allo stesso modo, le donne che crebbero sostenute dai fratelli e cugini maschi, usarono il modo di parlare maschile.
Questo cattivo uso delle terminazioni delle frasi continua ancora oggi. Ad un pow-wow ho sentito un ragazzo fare un annuncio citando un uomo che aveva fatto una donazione. Questo ragazzo, citando il donatore, usò terminazioni di frase femminili. Gli anziani presenti al pow-wow abbassarono la testa, ma nessuno disse nulla. Oggi noi abbiamo paura di rivolgere l'attenzione su queste questioni. Per giustificare questa perdita, qualche uomo dice che “huwo” è usato solo in espressioni formali, ma questa non è stata la mia esperienza. Gli uomini che utilizzano il modo di parlare femminile non hanno avuto un modello di ruolo maschile che usava le terminazioni maschili appropriate.
Fortunatamente, alcuni anziani conservano il linguaggio nella sua forma tradizionale tenendo vivo il linguaggio maschile. Essi ricordano le canzoni che portano messaggi e lezioni vitali per la cultura e la filosofia Lakota.
Noi sopravviviamo anche grazie alle madri ed alle nonne ed alle loro storie.
Sebbene l'identità Lakota di entrambi i sessi sia stata attaccata, le donne in qualche modo mantengono il loro ruolo di conservare le tradizioni. Attraverso la forza d'animo delle donne, gran parte della filosofia e del linguaggio sopravvive.






NUMERI da 1 a 5

UNO WANCI / WANJI
DUE NUPA / NUP / NUM
TRE YAMNI
QUATTRO TOPA
CINQUE ZAPTAN

Wanci viene usato per contare degli elementi oppure quando si recitano i numeri. Viene di solito usato da solo, piuttosto che all'interno di una frase, che identifica gli elementi che vengono contati.
Wanji in Lakota significa “uno di loro”. Ci sono al massimo due elementi, ma wanji identifica uno di loro. Viene di solito usato all'interno di una frase completa.
Nupa si usa per contare degli elementi, per recitare i numeri o in frasi complete, quando chi parla non lo abbrevia con nup o num.
A volte, in discorsi rapidi, nupa viene abbreviato con nup o num, perchè questo rende più facile il legame con la parola successiva. Questa differenza dipende dalla preferenza di chi parla o dalla tiospaye (famiglia estesa).

 
Introduzione al dialogo


Nei seguenti esempi di dialogo, le terminazioni finali delle frasi al maschile appaiono prima della barra (/) e le terminazioni finali delle frasi al femminile, invece, si trovano dopo lo barra. In questo modo potrai apprendere entrambe le forme di dialogo maschili e femminili.

1) Domanda ad una singola persona:

Come stai? Toniktu ka huwo / he?

Risposte:

A) Bene. Waste yelo / ksto

B) Tempi difficili. Otehi yelo / ksto
Questa risposta indica che qualcosa non va. Generalmente chi risponde dirà volontariamente i motivi per cui le cose vanno male.

C) Molto bene. Lila waste yelo / ksto


2) Domanda ad un gruppo:

Allora, come state tutti? Ho eyes tokeske oyaunyanpi huwo / he?
(Domanda riferita alla famiglia, alla tiospaye).

Risposte:

A) Bene. Waste yelo / ksto

B) Tempi difficili. Otehi yelo / ksto

C) Molto bene. Lila waste yelo / ksto

D) Andiamo bene. Tanyan unkounyanpelo / unkounyanpi ksto




Otehi

Quando c'è un inverno rigido e la gente sta passando tempi difficili per mancanza di calore o di cibo, questo è OTEHI. Quando qualcuno che ci è caro è malato o muore, questo è otehi. Quando ci colpiscono le epidemie, quando le persone muoiono, quando non si ha più speranza, questo è otehi. Non riesci a trovare lavoro da nessuna parte, questo è otehi. Questi sono i significati di questa parola. Non significa tradizionalmente: “Sei in uno stato di malessere dopo una sbornia e senza soldi per un altro drink”, come viene usato oggi nel linguaggio delle riserve.


Ordini in Lakota e risposte

Durante il corso di lingua Lakota è cruciale ascoltare l'insegnante. Ascoltando, scoprirai i suoni Lakota ed il flusso del linguaggio. Nelle famiglie tradizionali, i genitori non hanno bisogno di gridare ai loro bambini se si stanno comportando male. Al contrario, essi dicono le seguenti frasi e le loro espressioni facciali segnalano ai loro bambini di interrompere qualsiasi cosa stiano facendo e di prestare attenzione. Mentre insegna la lingua, l'insegnante dirà le seguenti frasi per ottenere attenzione:

Ascolta! Sss! Anagoptanyo / ye!
Tutti voi, ascoltate! Sss! Anagoptanpo / pe!

Durante il corso di lingua Lakota, l'insegnante chiederà spesso di ripetere i suoni, le parole e le frasi, attraverso le seguenti espressioni:

Ripeti dopo di me! Ho, mihakab eyayo / ye!
Ripetete dopo di me! Ho, mihakab eyapo / pe!

Ho è l'abbreviazione di hokahe, un'espressione maschile che significa “Andiamo!” o “Siamo pronti!”. Quando sentirai persone che parlano in Lakota dire “Ho”, molto spesso starà ad indicare “Hokahe”. A volte, invece di sentir dire “Hokahe wana!”, sentirai dire “Ho wana!”, che significa “Andiamo adesso!” o “Siamo pronti adesso!”.

Per chiedere come si dice una parola o una frase inglese in Lakota, fai le seguenti domande, mettendo nello spazio la parola in inglese. Per esempio, per chiedere come si dice “pencil” (matita) in Lakota, devi fare questa domanda:

Waunspe wicakiya, wasicu iya pencil eyapi ki le tokeske Lakota iya eyapi huwo/he?

(Insegnante, la parola inglese pencil, come si dice in Lakota?)

Risposta:

He Lakota iya wicaso eyapelo/eyapi ksto.

(In Lakota si dice wicaso, che letteralmente si traduce “strumento per fare segni”.)

Slolwaye Sni contro Owakahnige Sni

Il popolo Lakota è un popolo orgoglioso, che pratica integrità ed onestà. Per acquisire tali virtù, non si deve aver paura di cercare comprensione o conoscenza. Sebbene sia difficile esprimere “Non lo so”, ci sono volte in cui questo è necessario. La frase Lakota per esprimere ciò è “Slolwaye sni”. Dovrai esprimerlo con sincerità per ricevere una risposta onesta. A volte chi ascolta potrebbe supporre che stai ammettendo stupidità piuttosto che cercare informazioni.
Se conosci un argomento, ma non lo comprendi, dovrai dire “Owakahnige sni”, che significa “Non capisco”. Puoi anche dire “Slolwaye keyas owakahnige sni”, cioè “Lo conosco, ma non lo capisco”. Queste espressioni sono importanti per acquisire saggezza, definita come la combinazione di conoscenza ed esperienza.

Quando l'insegnante finisce di dare le direttive o presenta una lezione, lei o lui ti chiederà se hai capito. Memorizza le seguenti frasi con l'appropriata risposta:

Hai capito? Oyakahniga huwo / he?

Sì, ho capito. Hau, owakahnigelo. / Han, owakahnige ksto.
No, non ho capito. Hiya, owakahnige sni yelo / Hiya, owakahnige sni ksto.
__________________

Avete capito tutti? Oyakahnigapi huwo / he?

Sì, abbiamo capito. Hau, unkokahnigapelo / Han, unkokahnigapi ksto
No, non abbiamo capito. Hiya, unkokahnigapi sni yelo / Hiya, unkokahnigapi sni ksto


 Per indicare che si è d'accordo con la frase, si deve iniziare con un'affermazione (hau o han) e poi ripetere la frase.
 Per formare una frase con una risposta negativa, bisogna iniziare la frase con hiya (no), ripetere la frase, aggiungere sni (non), seguito dall'appropriata terminazione di frase a seconda del sesso di chi parla. Nota gli esempi sopra riportati.

N.B. Hiya viene usato da entrambi i sessi. A volte un uomo può dire “Hoh!” per indicare un no molto deciso.



SOMMARIO PRIMA LEZIONE

Quello che segue è un sommario di tutto ciò che abbiamo imparato nella Prima Lezione (Wounspe Tokahe):

 Sapere come si pronunciano le vocali base Lakota:

a e i o u

 Sapere come si usano i seguenti saluti Lakota:

Saluto Risposta

wicasa Hau, t.d.p. (termine di parentela) wicasa Hau, t.d.p.
wicasa Hau, t.d.p. winyan Han, t.d.p.

winyan solo termine di parentela winyan Han, t.d.p.
winyan solo termine di parentela wicasa Hau, t.d.p.


 Conoscere il significato dei seguenti termini di parentela:

tanhansi hankasi sic'esi
cepansi kola maske

 Riconoscere quando le seguenti terminazioni appartengono al sesso maschile o femminile, al singolare o plurale, ad affermazioni, domande o comandi:

ksto/ye yelo pi ksto/pe
pelo he? huwo?
pi he? pi huwo? ye!
yo! pe! po!
we! wo!

 Riconoscere i numeri da 1 a 5:

wanci/wanji nupa/num/nup yamni
topa zaptan

 Saper fare domande e risposte nel seguente dialogo:

Toniktu ka huwo/he?
Ho eyes tokeske oyaunyanpi huwo/he?
Oyakahniga huwo/he?
Oyakahnigapi huwo/he?


 Conoscere il significato delle seguenti parole:

wicasa winyan waste
otehi u o
lila hokahe owakahnige
slolwaye sni hoh hiya
han hau wounspe
tokahe wicincala hoksila

 Capire e riuscire ad usare le seguenti frasi:

Wasicu iya ____ eyapi ki le tokeske Lakota iya eyapi huwo/he?
Tanyan unkounyanpelo. / unkounyanpi ksto.
Ho mihakab eyayo! / ye!
Ho mihakab eyapo! / pe!


SECONDA LEZIONE
(WOUNSPE ICI NUPA)


Le vocali nasali Lakota

Ci sono tre suoni per le vocali nasali Lakota (an, in, un). Per fare pratica ad emettere questi suoni, tappati il naso e ripeti a voce alta i suoni seguenti.

Esercitazione di pronuncia

Lo scopo dell'esercitazione di pronuncia è quello di imparare ad articolare i suoni Lakota. Alcune parole hanno lo stesso spelling e la stessa pronuncia, ma diverse intonazioni, che cambiano il significato della parola. Comunque, per identificare l'intonazione, le sillabe accentate verranno scritte in grassetto. Pronuncia le seguenti parole per fare pratica con le vocali nasali Lakota:

an in un

ohan Inyan unweya
han winyan ounye
wohan hin unni
lowan hinhe unti
olowan ohinhe ungli
hehan hinhan unhi
kiin ungle


Guida alla pronuncia

Quando una vocale nasale Lakota si trova all'inizio di una parola, il suono nasale è articolato molto chiaramente.

Esempi: un-we-ya In-yan

Quando una vocale base Lakota ed una vocale nasale Lakota vengono scritte insieme, ogni vocale viene pronunciata separatamente. Contando il numero dei suoni totali delle vocali (base e nasali), si può identificare il numero di sillabe:

Esempi:

ki-in 2 vocali = 2 sillabe
o-un-ye 3 vocali = 3 sillabe






Vocabolario per le vocali nasali Lakota

OHAN (o han) 1) Espressione femminile di accordo. “Tutto bene”, “OK” (i
maschi dicono hau).

Hihanni ki u wo/we! Ohan.
“Vieni domani. Tutto bene.”

2) Mettere qualcosa sui tuoi piedi.

Hanpa ki lena ohan yo/ye!
“Metti queste scarpe!”.

3) Bollire o fare lo stufato.

Talo ki lena ohan yo/ye!
“Fai uno stufato con questa carne!”

(ohan) 4) Vivere in mezzo a un gruppo.

Hel ohan ounye yelo/ksto
“Lei o lui è in mezzo a loro.”


Ohan: Lena ohan yo/ye!

Se un uomo veste bene, dimostra che le sue sorelle e le sue cugine femmine lo amano. Loro sono coloro che lo vestono bene, che sono orgogliose di lui. Le sorelle faranno delle cose per i loro fratelli. Una cugina femmina farà delle cose per il suo cugino maschio. Ed in cambio egli provvede ai suoi bisogni, al suo calore, ed alla sua protezione. Egli provvede a queste cose perchè la ama. Le parenti donne sanno che egli darebbe la sua vita per loro senza esitazione. Comunque, le sue parenti donne lo trattano con rispetto ed onore. Ai loro occhi, egli merita la loro attenzione grazie al suo amore verso di loro. L'attenzione dai genitori o da altri parenti dimostra che un ragazzo sta realizzando qualcosa di buono. Questo tipo di cure viene messo in risalto.
Una donna stava infilando perline in un bellissimo paio di mocassini per suo fratello per dimostrargli il suo affetto. Suo fratello era un tipo tranquillo e non parlava mai molto. Egli entrò nel tipi proprio quando lei aveva finito. Appena fu entrato, lei disse: “Tiblo, lena ohan ye” (Fratello più grande, mettiti queste). Poi, lei gli porse i mocassini. Egli li guardò e disse: “Pilamayayelo” (Grazie). Era commosso. Uscì fuori. Lei mise via le sue cose, andò fuori, e notò che lui stava bollendo qualcosa. Andò a vedere e lì lui stava bollendo quei mocassini pensando che fosse ciò che lei intendesse dire.
Anche la nostra stessa gente che parla fluentemente in Lakota, può a volte interpretare male una parola. Per mettere a conoscenza di questo problema chi parla la lingua Lakota, noi raccontiamo loro storie come questa. Quando si insegna la lingua, noi raccontiamo queste storie per aiutare te e gli studenti, a capire. Questo esempio particolare dimostra l'importanza dell'intonazione. Con certe parole, dare più tono a diverse sillabe, cambia l'intero significato della parola.

INYAN (In yan) Pietra. Inyan oyate: “Gente di pietra” o “Nazione della Pietra”


Inyan: la storia della Creazione

Inyan fu all'inizio. Inyan diede inizio alla Creazione facendo defluire il suo sangue per creare. La prima Creazione fu Maka, la Terra. Dopo Maka, sorse un'altra necessità ed Inyan fece defluire il suo sangue per rivolgere quella necessità verso Maka. A mano a mano che questo processo continuava, Inyan divenne debole, sempre più debole, mentre la sua energia continuava a fluire in ogni Creazione. Nella nostra storia della Creazione, l'ultima Creazione fu la Nazione degli Umani. La donna venne creata per prima, per replicare Maka, donatrice della vita e del nutrimento. Dopo fu creato l'uomo, per essere simile all'Universo e per provvedere al nutrimento ed alla protezione. Il potere dell'Universo combinato con il potere della Terra per creare la vita. Allo stesso modo, uomini e donne insieme creano la vita.
Una volta che la Creazione fu terminata, Inyan era arida e fragile e dispersa in piccoli pezzi in ogni luogo del mondo. Oggi noi usiamo Inyan oyate, la Gente di Pietra, nella nostra cerimonia Inipi (cerimonia di purificazione). Quando le pietre vengono portate dentro, noi ci riferiamo a loro come tunkan oyate (“la più antica Nazione della Creazione”). Questo ci ricorda che le pietre erano all'inizio come Inyan.
Attraverso questa storia, noi crediamo che tutti noi proveniamo da un'unica risorsa, Inyan. Noi tutti siamo stati creati dal sangue di Inyan. Per rivolgerci a tutta la Creazione come un parente, noi usiamo la frase “Mitakuye oyas'in” (Tutti miei parenti).


Tiospaye

Tiospaye è un gruppo (ospaye) che vive insieme (ti). Questo è il modo in cui noi ci rivolgiamo alla famiglia. E' una famiglia unita basata sulla stirpe. Il solo modo per unirsi ad una tiospaye è la discendenza, il matrimonio o l'adozione. L'idea della discendenza proviene dalla storia di origine. Noi tutti proveniamo da Inyan, che è la più antica Creazione. E' per questo che il legame di sangue è importante.
Ogni tiospaye ha le sue proprie caratteristiche e personalità. Al massimo un membro di una tiospaye ha avuto esperienza di qualche sbaglio che può capitare nella vita. Oppure, qualcosa di buono che vuoi riconoscere, qualcuno in quella famiglia l'ha raggiunto. Questo è il modo in cui insegniamo ai nostri bambini. Noi possiamo dire “Vedi cos'ha fatto tuo zio? Vedi come ha onorato la famiglia?” Oppure possiamo dire “Impara dagli errori che ha fatto tuo cugino”. Un bambino impara osservando sia il bene che il male. In questo modo, una tiospaye diventa essenziale per l'educazione.
Sebbene ci siano queste differenze all'interno di una tiospaye, le similarità di base nella filosofia e nella spiritualità legano i parenti l'un l'altro. Noi potremmo avere diversi dialetti, diverse pronunce delle parole, ma tutti noi abbiamo la stessa comprensione della Creazione, la Pipa, i rituali.


Ripasso dei saluti

tanhansi cugino da maschio a maschio (per i Lakota: “fratello”)
sic'esi cugino da femmina a maschio (per i Lakota: “fratello”)
hankasi cugina da maschio a femmina (per i Lakota: “sorella”)
cepansi cugina da femmina a femmina (per i Lakota: “sorella”)
kola amico da maschio a maschio
maske amica da femmina a femmina


CEKICIYAPI
Loro si stanno rivolgendo l'un l'altro come parenti

Noi iniziamo ad insegnare l'importanza dei parenti nella tiospaye e nella Creazione con l'inizio della vita di un bambino. Dal momento del concepimento, la tiospaye si prepara per l'arrivo del bambino. Quando il bambino è pronto per venire al mondo, una persona di buona reputazione che pratica la spiritualità Lakota, viene scelta per essere presente. Questa persona sarà la prima che terrà il bambino e che gli pulirà la bocca. In quel momento lei pronuncerà una preghiera che regolerà il corso della vita del bambino.
Inoltre, la famiglia sceglierà un'altra persona con una forte spiritualità per dare il nome al bambino. La cerimonia del nome avviene sia durante l'infanzia, sia più tardi, quando il bambino capisce la lingua Lakota. In entrambi i casi, il nome riflette la natura del bambino e in cosa lui o lei si svilupperà. Quando il bambino è cresciuto, noi insegniamo a lui o a lei che cosa significa il suo nome, e che cosa ci si aspetta. Per rispetto, questo nome non viene usato normalmente tutti i giorni. Invece, quando un bambino viene riconosciuto per il raggiungimento di qualcosa che non dà beneficio solo a lui – o a lei, ma anche alla famiglia ed alla gente, il bambino viene onorato pubblicamente. In quel momento, il nome viene usato per onorare il bambino.
Quando avevo otto o nove anni, mia madre mi disse che se avessi inciso le mie iniziali da qualche parte, il mio nome sarebbe diventato hunwin, cioè sarebbe stato danneggiato, deturpato e che avrebbe avuto un cattivo odore. Quando eravamo bambini, non incidevamo mai i nostri nomi, né usavamo la prima persona come “Sono io....” o “Io feci....”. Questo evitava l'idea di dare più importanza a sé stessi rispetto alle altre persone e mi insegnò umiltà e rispetto per il mio nome e per le altre Creazioni.
Sfortunatamente, il significato dei nomi Lakota cambiò quando il governo fece un censimento di tutti i membri delle tribù nell'anno 1880. Essi tradussero in inglese il nome del capo famiglia, di solito il nome Indiano del padre, per creare il cognome della famiglia, e diedero al resto dei membri della famiglia ristretta, dei nomi Cristiani, senza curarsi dei loro precedenti nomi Indiani. Di conseguenza, i bambini di fratelli e sorelle furono allevati con diversi cognomi e non realizzarono di appartenere alla stessa tiospaye. Questo cambiamento portò via il riconoscimento individuale tanto quanto la responsabilità individuale di mantenere l'impegno legato al nome. Da questo punto iniziale, noi abbiamo iniziato a dare nomi Cristiani quando un bambino veniva battezzato. Comunque, le persone che comprendono la filosofia Lakota, l'hanno applicata a questi nuovi nomi Cristiani, di modo che potessero creare per loro nomi d'onore. Per esempio, una persona potrebbe dare il nome di un santo ad un bambino, poiché prima sarebbe stato chiamato Wanbli, l'Aquila. Secondo la filosofia Lakota, entrambi sono nomi d'onore. Le persone che non comprendono questa filosofia, a volte sminuiscono il nome senza curarsi di cosa gli succede.
I rituali Lakota ci ricordano la nostra storia della Crazione. Noi tutti proveniamo da un'unica risorsa. Mitakuye oyas'in “Siamo tutti in relazione”. Questo concetto è il fondamento per la tiospaye. Per tenere stretto questo fondamento, oggi noi stiamo di nuovo imparando a rivolgerci l'un l'altro con un termine di parentela, ed a riportare l'onore ai nostri nomi.


ESERCITAZIONE DI PRESENTAZIONE

Presentare sé stessi e gli altri

Istruttore: (Termine di parentela), nicaje ki taku huwo/he?
Parente, qual'è il tuo nome?

Uomo: Hau (termine di parentela), (nome) emaciyapelo nahan le ins
(termine di parentela) wayelo.
Ciao, il mio nome è (nome) ed io chiamo lui/lei (termine di
parentela).

Donna: Han (termine di parentela), (nome) emaciyape nahan le ins
(parente) waye ksto.
Parente, il mio nome è (nome) ed io chiamo lui/lei (termine di
parentela).

Per esempio

Istruttore: Hau tanhansi, nicaje ki taku huwo?
Uomo: Hau tanhansi, Duane emaciyapelo nahan le ins hankasi
wayelo.
Istruttore: Hau.

Istruttore: Hau hankasi, nicaje ki taku huwo?
Donna: Han sic'esi, Neola emaciyape nahan le ins cepansi waye
ksto.

Istruttore: Sicesi, nicaje ki taku he?
Uomo: Hau hankasi, Duane emaciyapelo nahan le ins tanhansi
wayelo.


Istruttore: Cepansi, nicaje ki taku he?
Donna: Cepansi, Jael emaciyape nahan le ins sic'esi waye ksto.


NUMERI DA 1 A 10

Ripasso numeri da 1 a 5

UNO WANCI / WANJI
DUE NUPA
TRE YAMNI
QUATTRO TOPA
CINQUE ZAPTAN

Numeri da 6 a 10

SEI SAKPE
SETTE SAKOWIN
OTTO SAGLOGAN
NOVE NAPCIYUNKA
DIECI WIKCEMNA


Linea guida per M ed N
unite alle vocali base Lakota

Diversamente da altre consonanti, m, n, b e p seguono regole specifiche quando vengono usate con le vocali base o nasali Lakota. A causa della frequenza di queste quattro lettere, questa linea guida viene introdotta adesso, per permetterti di fare pratica con esse negli esercizi futuri.

1) Pronuncia: Quando una vocale base Lakota (a, e, i, o, u) segue le lettere m od n, la vocale base Lakota viene pronunciata con un suono nasale. La combinazione di suoni (m + vocale base Lakota o n + vocale base Lakota) produce in modo naturale un suono di vocale nasale.

2) Spelling: Nonostante la pronuncia nasale, la vocale nasale non va scritta.

Esempi:

miye NON minye
mahel NON manhel

niye NON ninye
ni NON nin



Esercizio orale

Fate pratica pronunciando le seguenti parole. Le sillabe da evidenziare sono messe in grassetto:

maza misun nahan
maku ni mu nu


Linea guida per B e P
unite alle vocali nasali Lakota

1) Pronuncia: Le vocali nasali Lakota (an, in, un) che precedono le lettere b o p creano in modo naturale il suono della lettera m quando sono pronunciate insieme.

2) Spelling: Nonostante la pronuncia della m, la parola è ancora scritta con la vocale nasale Lakota.

Esempi:

wanbli NON wambli
anpo NON ampo


Esercizi orali

Fate pratica pronunciando le seguenti parole, ricordando che:

1) Le vocali base Lakota vengono pronunciate come vocali nasali Lakota quando seguono le lettere m o n.
2) Quando una vocale nasale Lakota (od un suono di vocale nasale Lakota creato dalle lettere m o n) precede le lettere b o p, si sente il suono della lettera m.

nablaya nupin imapi
wanbli inipi



Introduzione alle coniugazioni

La coniugazione è il processo tramite il quale, a fronte del cambiamento del soggetto (chi compie l'azione in una frase) viene cambiato anche il verbo a riflesso di questo mutamento. In Lakota, si coniugano i verbi aggiungendo i pronomi. Il verbo ed il suo utilizzo determina quale pronome si debba usare. Molti verbi attivi (verbi che implicano azione ed hanno un oggetto, esplicito od implicito, che riceve questa azione) vengono coniugati nella forma seguente. (Con ogni tipo di coniugazione, ci saranno sempre dei verbi irregolari. Ricorda, questa coniugazione è usata per molti – non tutti – verbi attivi. Le eccezioni verranno esposte nelle prossime lezioni.)

CIN
volere qualcosa

1° persona singolare Io voglio wacin
2° persona singolare Tu vuoi yacin
3° persona singolare Egli/Ella/Esso vuole (he) cin
Tu ed io Tu ed io vogliamo uncin
1° persona plurale Noi vogliamo uncinpi
2° persona plurale Voi volete yacinpi
3° persona plurale Essi vogliono (hena) cinpi

Cambiando il pronome, il soggetto della frase cambia:

Maza ska ki hetan wacin yelo / ksto.

Io voglio un po' di quel denaro.

Nota: Maza ska vuol dire “metallo dei bianchi”. Interpretazione occidentale: “denaro”. Dal primo incontro con le persone Europee, la nostra lingua Lakota si è espansa man mano che abbiamo conosciuto nuovi oggetti e materiali che avevano bisogno di essere identificati con un nome.

Maza ska ki hetan uncin yelo / ksto.

Tu ed io vogliamo un po' di quel denaro.


La forma “Tu ed io”

In Lakota, ci sono sette forme: prima, seconda e terza persona singolare; prima, seconda e terza persona plurale; e la forma tu ed io. La forma “tu ed io” viene usata quando una persona si rivolge ad un altra in una maniera inclusiva. Non viene usata quando sono coinvolte più di due persone.
La forma Tu ed Io è importante. La filosofia Lakota mette in risalto le responsabilità individuali. Una persona è responsabile della sua propria crescita, dei risultati raggiunti, e delle relazioni con gli altri. E' un viaggio personale. Di conseguenza, tu non puoi affidare ad altri un problema o parlare per gli altri senza il loro consenso. Se hai il consenso di un'altra persona, allora puoi usare il pronome “noi”. Altrimenti, è più sicuro dire “tu ed io”. Mentre stai imparando la lingua, puoi fare esperienza sull'uso di questa frase più e più volte in diverse situazioni. Prendi nota di quanto spesso viene usata ed in quali situazioni. Ho cercato di spiegare questo ad un mio buon amico, Ron Goodman. Mentra ascoltava, disse: “Voi siete dei tipi cattivi quanto il nostro Giuda. Noi diciamo sempre che se tre di noi si sedessero e si trovassero d'accordo su qualcosa, il Messia scenderebbe giù un'altra volta”. E' un'esperienza meravigliosa quando puoi alzarti in piedi e dire: “Noi abbiamo fatto questo” o “Noi faremo questo”. Ciò dimostra che c'è un gruppo che è d'accordo con te e che lavorerete insieme. Essendo Lakota, noi realizziamo che questo mutuo accordo deve essere raggiunto e che è una sfida.

He ed Hena

He (3° persona singolare; lui, lei o esso) ed Hena (3° persona plurale; essi) sono opzionali. Se è chiaro di chi o di cosa si sta parlando, chi parla non userà he o hena. Per esempio, se due persone stanno parlando di un uomo, che è già stato nominato, uno di loro potrebbe dire: “Lila waste yelo/ksto”, ovvero “Lui è molto buono”. Nella conversazione è ovvio chi è molto buono. Non c'è bisogno di menzionarlo di nuovo. Chi parla fluentemente non spenderà mai molto tempo con le parole in una conversazione. Non è necessario elaborare nei dettagli quando capisci le parole o la loro implicazione.
Se chi parla vuole enfatizzare il soggetto, lui o lei includerà il pronome (he o hena) ogni volta che lo nominerà: Wohanpi ki, he lila waste yelo/ksto, ovvero “Lo stufato o la zuppa, esso è veramente buono”. Questo tipo di ripetizione è comune in Lakota. Quando si usa effettivamente, l'emozione viene fortemente espressa.

Suffisso pi

Il suffisso pi è usato per mostrare che il soggetto è plurale ed è un essere vivente.

Per esempio:

Maza ska ki hetan uncinpelo/uncinpi ksto.
Noi vogliamo un po' di quel denaro.

N.B. Ricorda: pi + yelo = pelo


Esempi di verbi coniugati con il pronome wa:

TI
vivere da qualche parte

Io vivo wati
Tu vivi yati
Lui vive (he) ti
Tu ed io viviamo unti
Noi viviamo untipi
Voi vivete yatipi
Essi vivono (hena) tipi




HI
essere qui

Io sono qui wahi
Tu sei qui yahi
Egli è qui (he) hi
Tu ed io siamo qui unhi
Noi siamo qui unhipi
Voi siete qui yahipi
Essi sono qui (hena) hipi

I verbi Lakota non usano diversi tempi per identificare il tempo di cui si sta parlando. Questo cambiamento avviene quando viene aggiunto un riferimento temporale. Più avanti ci sarà una completa spiegazione di questo.

Frasi semplici

Lel wati yelo/ksto. Wana unhipelo/unhipi ksto.
Io vivo qui. Noi siamo qui.

U
venire

I sto venendo wau
Tu stai venendo yau
Egli sta venendo (he) u
Tu ed io stiamo venendo unku *
Noi stiamo venendo unkupi *
Voi state venendo yaupi
Essi stanno venendo (hana) upi

* Per la forma Tu ed Io e per la prima persona plurale (noi), bisogna aggiungere una k per separare la vocale nasale (un) dalla vocale iniziale (u).



Tipi

La lingua Lakota è basata spesso su descrizioni che non possono essere riportate nella loro traduzione italiana. Per esempio, la parola che descrive il caffè, wakalyapi, letteralmente significa: “Qualcosa sta bollendo”. Analogamente, la parola che descrive la zuppa o lo stufato, wohanpi, letteralmente signfica: “Loro stanno facendo una zuppa o uno stufato”. La traduzione italiana “caffè” e “zuppa” non descrive il senso dell'azione che viene ritratto nelle parole Lakota.
Tipi è un'altra parola di questa categoria. Tipi significa: “Essi vivono (da qualche parte)”. Questa non è una descrizione delle nostre case tradizionali. Se una persona vuole una parola Lakota che descriva una capanna conica, la parola corretta da usare è tipestola, “Lei o lui vive nella capanna ripida appuntita” o ti ikceya, “Lei o lui vive nella capanna comune”.
Tipestola e ti ikceya sono descrizioni più vivide per dire ciò che oggi viene descritto in Inglese come “teepee”.
Qualcuno direbbe che pi in tipi trasforma il verbo in nome. Io non sarei d'accordo. In Lakota spesso noi descriviamo gli oggetti tramite le loro azioni. La coniugazione dimostra che pi viene aggiunto ai verbi quando il soggetto è plurale e si tratta di un essere vivente (animato). Tutte e tre le parole – wakalyapi, wohanpi e tipi – sono verbi. Comunque, questi verbi vengono usati per descrivere oggetti e quindi fungono da nomi. Sono le parole usate per identificare “caffè”, “zuppa” e “capanna”.
Spesso documenti scritti riportano queste parole in base a ciò che esse identificano, senza fare una traduzione completa. Una volta che una traduzione è documentata e pubblicata, diventa difficile per noi, che parliamo Lakota, riportare indietro il completo significato della parola, come ci è stata insegnata dai nostri Antenati.


Parlare Inglese in Lakota

Una volta, mentre un ragazzo stava parlando in Lakota durante una riunione, un uomo anziano si sporse verso di me e disse: “Ascolta. Egli sta parlando inglese”. Un uomo seduto dalla parte opposta rispetto a me rise, ma io ero confuso. Le parole che il ragazzo usava erano Lakota. Cosa voleva dire l'uomo anziano con “Egli sta parlando inglese”? Più tardi, capii. Sebbene il ragazzo stesse parlando in Lakota, la configurazione del pensiero, la struttura delle frasi, erano inglesi. Stava “parlando inglese”.
Questi errori avvengono quando si seguono le regole di grammatica inglesi invece della configurazione di pensiero Lakota. Tieni a mente questo, per come sarà introdotto il modello di pensiero Lakota.


Introduzione alle Frasi Semplici

Ogni lingua segue il suo proprio modello di pensiero. In italiano, la configurazione abituale è:

Soggetto-verbo-aggettivo-oggetto

Esempio:

Io voglio un po' di quel denaro
(soggetto) (verbo) (aggettivo) (oggetto)

La lingua Lakota, come quella italiana, ha anch'essa il suo proprio modello di pensiero. Per introdurre le frasi semplici ed i dialoghi, è necessario prima imparare l'ordine delle parole in Lakota.



Esempio:

Lakota: Maza ska ki hetan wacin yelo/ksto
(oggetto) (aggettivo) (soggetto)(verbo) (genere finale)

Ordine delle parole in Lakota: Denaro un po' di quel io voglio
Ordine delle parole in Italiano: Io voglio un po' di quel denaro

Questo esempio dimostra il modello di pensiero Lakota. Quando si sta imparando il dialogo e le frasi semplici, si deve fare attenzione all'ordine delle parole e delle frasi ed evitare di usare la struttura italiana.

1) Se il soggetto è un pronome e NON è la terza persona singolare o la terza persona plurale (he/hena), il soggetto si mette insieme al verbo.

Lakota: Maza ska ki hetan wacin yelo/ksto.
(oggetto) (aggettivo) (soggetto) (verbo) (genere finale)

2) Se il soggetto E' la terza persona singolare o la terza persona plurale (he/hena), esso sarà posto per primo nella frase. Ciò è vero se il soggetto è un pronome (he/hena) o un nome (wayawa ki: “gli studenti”).

He maza ska ki hetan cin yelo/ksto.
(soggetto) (oggetto) (aggettivo) (verbo) (genere finale)

Hena maza ska ki hetan cinpi yelo/ksto.
(soggetto) (oggetto) (aggettivo) (verbo) (genere finale)

Duane maza ska ki hetan cin yelo/ksto.
(soggetto) (oggetto) (aggettivo) (verbo) (genere finale)

Wayawa ki maza ska ki hetan cinpi yelo/ksto.
(soggetto) (oggetto) (aggettivo) (verbo) (genere finale)

3) Wounspe Tokahe (La prima lezione) introduce la forma negativa della frase: Hiya, owakahnige sni yelo/ksto. Quando si formano delle frasi in forma negativa, bisogna iniziare la frase con hiya (no) e mettere sni (non) davanti al genere finale. Si noti il metodo nel seguente esempio:

Hiya, maza ska ki hetan wacin sni yelo/ksto.
No, io non voglio un po' di quel denaro.








Vocabolario

cin............. volere hi...................... essere qui
el............... in hiya................... no
hel............. lì maza ska ki........ denaro
hetan......... un po' di quel lel....................... qui
ti................ vivere u......................... venire
wana.......... adesso sni....................... non


Riferimenti temporali

Per esprimere il tempo in Italiano, si cambia il verbo:

Io volli, io ho voluto (passato remoto, passato prossimo)
Io voglio, io sto volendo (presente)
Io vorrò (futuro)

Per esprimere il tempo in Lakota, bisogna aggiungere uno specifico riferimento temporale. Sebbene alcuni verbi cambiano, molti verbi rimangono gli stessi. In generale, per esprimere il tempo, si inizia la frase con uno specifico riferimento temporale:

Passato
hihanni = l'altra mattina
hanhepi = l'altra notte

Presente
le hihanni ki = stamattina (1)
le hanhepi ki = stanotte
wana = adesso

Futuro
hihanni ki-(kte) = domani (2)
hanhepi ki-(kte) = la prossima notte (3)

Note:

1) Le____ki = 'Questo'.'Le hihanni ki' = questa mattina oppure 'Le hanhepi ki' = questa notte
2) Gli anziani che parlano fluentemente Lakota, specialmente Sissitunwan o Ihanktunwan, pronunciano la parola “hihanni” hihanna ki. Entrambe le pronunce sono corrette.
3) Quando ki viene aggiunto a hihanni e ad hanhepi, essi diventano riferimenti temporali, hanhepi ki (la prossima notte) e hihanni ki (domani).



Struttura delle frasi

I riferimenti temporali sono messi per primi in una frase. I pronomi di terza persona singolare e plurale (he/hena) possono essere posti prima o dopo il riferimento temporale. Presta attenzione alla struttura della frase nei seguenti esempi:

Passato Per esprimere il tempo nel passato, bisogna usare un riferimento
di tempo passato
Hihanni wahi yelo/ksto (Io ero qui questa mattina).

Presente Per esprimere il tempo nel presente, bisogna usare un riferimento
di tempo presente
Wana wahi yelo/ksto (Io sono qui adesso).

N.B. Wana può anche essere usato insieme ad un altro riferimento temporale per enfatizzare una situazione immediata: Le hihanni ki wana lila tate yelo/ksto. (Questa mattina, è veramente ventoso adesso).

Futuro Per esprimere il tempo nel futuro, bisogna aggiungere kte alla fine
della frase ed usare un riferimento temporale
Hanhepi ki wahi ktelo/kte ksto (Io sarò qui stanotte).

N.B. Quando kte viene usato per esprimere il futuro, diventa: kte + yelo = ktelo, kte + ye = kte

Sommario della Seconda Lezione

Quello che segue è un sommario di tutto quello contenuto nella Wounspe Ici Nupa (Seconda Lezione) che gli studenti devono aver imparato:

1) Sapere come si pronunciano le seguenti Vocali Nasali Lakota:

an in un

2) Sapere come formulare e rispondere alle seguenti domande. Pratica cekiciyapi (rivolgersi l'un l'altro come parenti).

Domanda: (Termine di parentela), nicaje ki taku huwo/we?
Risposta: (Termine di parentela), nome emaciyapelo/emaciyapi ksto.

3) Sapere i numeri da 1 a 10:

1 wanci/wanji 6 sakpe
2 nupa 7 sakowin
3 yamni 8 saglogan
4 topa 9 napciyunka
5 zaptan 10 wikcemna

4) Essere in grado di spiegare ed usare la Linea Guida per M ed N usate insieme con le Vocali Base Lakota.

5) Essere in grado di spiegare ed usare la Linea Guida per B e P usate insieme con le Vocali Nasali Lakota.

6) Sapere come si coniugano i verbi usando la seguente struttura:

1° persona singolare wa___
2° persona singolare ya___
3° persona singolare (he)___
Tu ed io un(k)___
1° persona plurale un(k)___pi
2° persona plurale ya___pi
3° persona plurale (hena)___

7) Sapere come usare i seguenti riferimenti temporali:

Passato
hihanni = questa mattina
hanhepi = l'altra notte

Presente
le hihanni ki = questa mattina
le hanhepi ki = questa notte

Futuro
hihanni ki-(kte) = domani
hanhepi ki-(kte) = domani notte

8) Sapere come usare kte.

9) Conoscere le definizioni e saper usare le seguenti parole:

ohan hetan
cekiciyapi tiospaye
Inyan nahan
oyate lel
tunkasila wanbli
pilamayayelo/pilamayaye hel
el maka ska

10) Capire ed essere in grado di usare la corretta struttura delle frasi Lakota:

1. Se il soggetto è un pronome e NON la terza persona singolare o plurale (he/hena), il soggetto viene integrato al verbo.

Maza ska ki hetan wacin yelo/ksto.
2. Se il soggetto E' la terza persona singolare o plurale (he/hena), esso apparirà per primo nella frase. Ciò è vero se il soggetto è un pronome (he/hena) o un nome che funge da nome di persona (Duane) o nome di un gruppo (wayawa ki).

He maza ska ki hetan cin yelo/ksto.

Hena maza ska ki hetan cinpi yelo/ksto.

Duane maza ska ki hetan cin yelo/ksto.

Wayawa ki maza ska ki hetan cinpi yelo/ksto.

3. I riferimenti temporali vengono per primi nella frase ECCETTO i pronomi di terza persona singolare e plurale (he/hena), che possono essere posti sia prima che subito dopo il riferimento temporale:

He wana maza ska ki hetan cin yelo/ksto.

Wana he maza ska ki hetan cin yelo/ksto.

4. Per creare una frase in forma negativa, bisogna iniziare la frase con hiya e mettere sni davanti al genere finale:

Hiya, he wana maza ska ki hetan cin sni yelo/ksto.

Hiya, hanhepi ki yau kte sni yelo/ksto.

11) Essere in grado di usare e capire le seguenti frasi:

Lena ohan yo!/ye!
Hau, (nome) emaciyapelo nahan le ins (termine di parentela) wayelo.
(Termine di parentela), (nome) emaciyape nahan le ins (termine di parentela) waye ksto.

12) Saper usare e capire i seguenti verbi wa:

u ti cin hi


Buon divertimento!

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